COMUNE DI CASTAGNOLE DELLE LANZE   COMUNE DI CASTAGNOLE DELLE LANZE
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IL COMUNE DI CASTAGNOLE DELLE LANZE



Le prime notizie su Castagnole risalgono all'epoca romana. Qui, infatti, passava una diramazione della via Emilia che collegava Acqui ad Alba e poi a Pollenzo, come hanno dimostrato gli scavi effettuati all'inizio del Novecento.

Ma è soprattutto nel Medioevo che nelle carte d'archivio si parla di Castagnole come una delle terre appartenenti ai conti di Loreto. Fra questi, chi ebbe maggiori relazioni con la nostra comunità fu Manfredi I, dal 1190 marchese di Busca e conte di Loreto, detto Lancia perché, in gioventù, visse alla corte di Federico Barbarossa, in qualità di lancifero. E da Manfredo I Lancia deriva, probabilmente, il nome di Castagnole delle Lanze. Figlio di Manfredi I fu Manfredi II, la cui sorella, Bianca Lancia, andò in moglie a Federico II.

Dalla loro unione nacque il prode Manfredi, l'eroe della battaglia di Benevento, che Dante descrisse come "Biondo (...) e bello e di gentile aspetto".

Nel XIV secolo il feudo di Castagnole rientrava nei domini dei Visconti, come risulta dal giuramento di fedeltà prestato dalla Comunità di Castagnole delle Lanze a Valentina Visconti, che aveva avuto in dono tale feudo per le nozze con Luigi di Valois, Duca d'Orlèans.

Dopo alterne vicende una parte del territorio passò, nel 1573, a Emanuele Filiberto di Savoia e, quindi, alla famiglia di Catalano Alfieri, tra i quali occorre ricordare il Conte Carlo Giacinto, sposatosi con Maria Maillard de Tournon, madre di Vittorio Alfieri. A lui si deve infatti la costruzione dell'altare maggiore con presbiterio e balaustra in marmo della chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli. Alla sua morte subentrarono dapprima i conti Birago di Borgaro Torinese e, in seguito, i Carron di Saint Thomas, la cui signoria proseguì fino al 1836.


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