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Sabato 1 maggio 2004 è stata riaperta al
pubblico la torre, che nonostante sia situata dove c'era il
castello, non ne ha mai fatto parte.
Infatti le due costruzioni hanno mancato
l'appuntamento per oltre 600 anni… il castello è stato
demolito nel 1255, mentre l'attuale torre risale al 1880.
Nel 1878 il proprietario di borgo castello,
l'attuale ubicazione della torre, era la famiglia Tartara. Secondo
un documento d'archivio, si apprende che il Tartara, di origine
vercellese, aveva preso a lavorare la seta greggia, ma non gli era
andata bene. Dal fallimento che ne derivò, fu costretto a
vendere tutto. Il nuovo proprietario divenne così il Conte
Paolo Ballada di San Robert, torinese amante dell'arte medioevale e
appassionato entomologo (da ciò il suo nomignolo, "l cunt di
babi"). Per 20.000 lire acquistò il corpo del fabbricato
civile e rustico con annessi beni, ivi compresa quella "piccola
montagna con terreno coltivo, gelsi e poca vigna", che oggi
corrisponde al Parco della Rimembranza. Fatto l'acquisto il conte
aveva apportato miglioramenti alla proprietà, costruendo
balconi, rimodernando i muri, rinnovando gli interni e, tra
l'altro, provvedendo a far erigere "nel centro del terreno boschivo
in corrispondenza della montagnola" una torre. Questa è
strutturata in un piano terreno, un piano inferiore e un piano
superiore. La costruzione comportò una spesa di 9.000 lire. Il
progetto prevedeva ancora un piano, ma la popolazione di Borgo
Castello si oppose, temendo per la stabilità della torre e per
la propria incolumità.
In seguito, nel 1883, il conte decise di vendere
tutti i suoi beni di zona Castello al Comune di Castagnole, a cui
serviva un fabbricato da adibire a scuola.
Nonostante il valore del complesso venne
calcolato in circa 30.000 lire, il conte si accontentò di
"unannua vitalizia pensione" di 2.900 lire, che gli venne versata
dal 1884 al 1888, anno della sua morte.
Nonostante venne considerato un personaggio
piuttosto eccentrico, bisogna rendergli grazie per l'idea di
costruire la torre e per la generosità che dimostrò verso
Castagnole.
Tutte le informazioni qui raccolte sono state
estratte dal seguente libro:
"Castagnole Lanze dai Romani ai giorni nostri" del professor Remo
Gianuzzi
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